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Ausiliarie delle Forze Armate Italiane
Ausiliario delle Forze Armate Italiane
Storia
Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana (CM-CRI) è un corpo militare ausiliario delle forze armate italiane. La sua costituzione risale al 1866. È amministrato dalla Croce Rossa Italiana sotto le direttive del Ministero della Difesa.
Il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana trae origine dalla deliberazione del Ministro della Guerra del Regno d'Italia, giugno 1866, con la quale il personale delle “Squadriglie di Soccorso”, del Comitato milanese per il soccorso ai feriti e malati in guerra, poi trasformatosi in Associazione Italiana della Croce Rossa, veniva assoggettato alla disciplina militare con l'adozione dell'uniforme e l'equiparazione gerarchica ai gradi del regio esercito e, impiegato nella terza guerra d’indipendenza.
La sua organizzazione e il suo funzionamento sono regolati dal codice dell’ordinamento militare dlgs 66/2010, che ha assorbito quasi interamente il regio decreto 484 e s.m.i. del 10 febbraio 1936.
L'espletamento delle proprie funzioni, in tempo di pace e in tempo di guerra, avviene nel rispetto delle Convenzioni di Ginevra, che costituiscono il fondamento giuridico su cui si fonda l'intera associazione di Croce Rossa e grazie a cui essa può operare in piena legittimità e con il riconoscimento giuridico della quasi totalità delle nazioni del mondo.
Finalità
In tempo di guerra il Corpo Militare della C.R.I ha per scopo:
- contribuire con mezzi e personale proprio allo sgombero, alla cura dei feriti e malati di guerra;
- organizzare ed eseguire la difesa sanitaria antiaerea;
- disimpegnare il servizio prigionieri di guerra, secondo le convenzioni Internazionali di Ginevra;
- In caso di grave emergenza il Corpo Militare della C.R.I svolge soccorso sanitario di massa,attraverso l'impiego di reparti, unità e formazioni campali
(Raggruppamenti e Gruppi Sanitari Mobili, Ospedali da Campo attendati e baraccati, Treni ospedali, Posti di soccorso attendati ed accantonabili per il primo impiego di Reparti di soccorso motorizzati); concorre altresì al supporto della struttura dell'Istituzione destinata ai servizi di protezione civile. A tal fine, il Corpo Militare della C.R.I. attende fin dal tempo di pace alla preparazione del personale e dei materiali necessari per assicurare un efficente contributo al funzionamento dei servizi di mobilitazione di cui avanti.
Diventa Volontario del Corpo Militare
La Croce Rossa Italiana, in virtù delle Convenzioni Internazionali ed in forza alle vigenti leggi in Italia, dispone tra le sue componenti di un Corpo Militare Ausiliario delle Forze Armate dello Stato, composto di elementi arruolati volontariamente nelle diverse categorie dei suoi ruoli - con facoltà d'impiego per l'assolvimento dei compiti di emergenza del tempo di pace e del tempo di guerra
Il Corpo Militare della C.R.I., al quale si accende solo per arruolamento volontario, inquadra nei propri ruoli:
- Ufficiali Medici;
- Ufficiali dei servizi (Commissari);
- Chimici - Farmacisti;
- Sottufficiali, graduati e militi;
- Infermieri;
- Portaferiti;
- Automobilisti;
- Servizi (meccanici, inservienti, cuochi, addetti all'amministrazione, furieri).
Il personale del Corpo Militare della C.R.I. è, ordinariamente, in congedo e viene chiamata in servizio quando si verificano le necessità d'impiego perviste dalla legge.
Antesignana del Corpo delle Infermiere Volontarie CRI, fu Florence Nightingale (1820-1910) un'infermiera britannica nota come "la signora con la lanterna". È considerata la fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna. Pur non avendo una formazione di tipo medico-infermieristico, Florence Nightingale riconobbe ben presto le carenze della professione infermieristica come era esercitata al tempo. Delineò inoltre un'organizzazione degli ospedali da campo.
Nel 1853 durante la guerra di Crimea, la stampa riportò notizie delle gravissime condizioni in cui venivano curati i feriti. Florence Nightingale partì con 38 infermiere volontarie addestrate da lei, alla volta del quartier generale della spedizione militare britannica in Crimea, presso Sebastopoli.
All'ospedale militare allestito nella caserma di Scutari, Florence Nightingale e le sue infermiere scoprirono che i soldati feriti erano mal curati nell'indifferenza delle autorità: il personale medico era sovraccarico, le medicine erano scarse, l'igiene trascurata, le infezioni di massa comuni e spesso fatali, la cucina non attrezzata. Nonostante qualche resistenza da parte dei medici, le infermiere pulirono a fondo l'ospedale e gli strumenti e riorganizzarono l'assistenza, ma la mortalità non diminuì, dovuta solo per il 10% alle ferite, essa dipendeva dal sovraffollamento, dalla mancanza di ventilazione e dalle carenze del sistema fognario. Solo due anni dopo una commissione sanitaria inviata dall'Inghilterra risolse gli ultimi problemi, portando a una drastica riduzione della mortalità.
Al ritorno in patria, Florence Nightingale, comprese l'importanza di questi aspetti, tanto da dar loro priorità anche in tempo di pace e in campo civile. Pertanto, la sua teoria sull’assistenza infermieristica, individuò i requisiti essenziali che un ambiente, fattore principale nello sviluppo di malattie, deve possedere per essere salubre: aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia, luce; aggiunse anche requisiti come silenzio, calore e dieta, non essenziali, ma positivi.
Durante la guerra di Crimea Florence Nightingale ricevette il soprannome di "The Lady with the Lamp" (La signora con la lampada). Ama, Conforta, Lavora, Salva.
Il Corpo nacque ufficialmente nel 1908 a Roma, su iniziativa della regina d'Italia Elena del Montenegro, anche se l'attività delle "dame della Croce Rossa" ha inizio nell'800 ed un primo abbozzo di definizione formale dei compiti e della struttura del gruppo risale al 1888. Nel 1908 molte infermiere parteciparono ai soccorsi seguenti al catastrofico terremoto di Messina, mentre il primo impiego delle infermiere ad un conflitto avvenne nel 1911, in occasione della guerra italo turca, soccorrendo i feriti sulla nave Menfi, vedendo coinvolte circa 60 infermiere tra le quali la Duchessa d'Aosta.
Durante la prima guerra mondiale, oltre 7.000 infermiere volontarie furono presenti nei 204 ospedali da campo della Croce Rossa Italiana.
Nonostante le prime difficoltà ad essere inserite in un ambito, quello militare, prettamente maschile, le infermiere volontarie negli anni trenta furono presenti in Etiopia, Somalia, Abissinia, Libia ed Eritrea, come anche durante la guerra civile spagnola. In seguito fu fondamentale il loro ruolo di soccorso in tutti i teatri della seconda guerra mondiale, in particolare sulle navi ospedale. Diciotto crocerossine caddero per cause belliche, di cui due in campo di concentramento e due fucilate dalle forze armate tedesche.
Nel secondo dopoguerra, le crocerossine vennero inviate in Corea, ma anche nei disastri nazionali (alluvione del Polesine, disastro del Vajont, alluvione di Firenze, terremoto del Belice) ed esteri. Negli anni recenti il Corpo delle infermiere volontarie è stato presente in missione in Africa, in Bosnia, in Albania, in Kosovo ed in Medio Oriente, all'interno delle missioni delle Nazioni Unite.
Le Infermiere Volontarie della CRI assicurano Assistenza Infermieristica e Socio Sanitaria a fronte di una professionalità riconosciuta a pieno titolo ogni qualvolta si presti servizio presso le Strutture della CRI e delle Forze Armate, ed in particolare:
L’impiego delle Infermiere Volontarie è previsto: